e un passo sfiorava la’rena… Entrava ella, fragrante, mi cadea fra le braccia…
Oh! dolci baci, o languide carezze, mentr’io fremente le belle forme disciogliea dai veli! Svanì per sempre il sogno mio d’amore…
L’ora è fuggita…
E muoio disperato! E non ho amato mai tanto la vita!…
I Pagliaci
Mentre preso del delirio
non so pia quel che dice
e quel che faccio!
Eppur… e d’uopo… sforzati!
Bah, se’ tu forse un uom!
Tu se’ Pagliaccio!
Vesti la giubba e la faccia infarina.
La gente paga e rider vuole qua,
e se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudira !
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo e il dolore…
Ridi, Pagliaccio, sul taro amore infranto!
Ridi del duol che t’avvelena il cor!
Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o, Principessa,
nella tua fredda stanza,
guardi le stelle
che tremano d'amore
e di speranza.
Ma il mio mistero e chiuso in me,
il nome mio nessun saprá!
No, no, sulla tua bocca lo diró
quando la luce splenderá!
Ed il mio bacio sciogliera il silenzio
che ti fa mia!
(Il nome suo nessun saprá!...
e noi dovrem, ahimé, morir!)